China Goes Urban - MAO Torino (TO)

Una mostra temporanea in tempo di pandemia per aprire lo sguardo verso Oriente, dove l’allestimento diventa racconto

Committente
Museo d’arte orientale di Torino – MAO

Servizi affidati
Allestimento mostra temporanea: Studio di fattibilità, Progetto di fattibilità tecnico-economica, Progetto definitivo, Progetto esecutivo, Direzione Lavori

Design team
G. Mastrangelo, N. Suraci, C. Tosco, G. La Delfa

Partner
Politecnico di Torino, Tsinghua University, Prospekt photographers, Quirino Spinelli

Consulenti
Roberto Maria Clemente, ing. Antonio Mastrangelo, Giuseppe Petruzzelli

Il progetto di allestimento della mostra La Cina va in città. Percorsi e immaginari delle nuove urbanizzazioni cinesi si pone come obiettivo la valorizzazione di una moltitudine di contributi grafici e multimediali, attraverso una strategia che rifiuta la competizione con i contenuti esposti, configurandosi come mediatore tra la profondità e la qualità di una ricerca scientifica e una quanto più globale comprensione da parte del grande pubblico. La proposta allestitiva si compone di uno spazio buio, nel quale spiccano, attraverso l’uso puntuale della luce, gli elementi esibiti. Si è scelto di utilizzare un colore, il rosso, per marcare le soglie e determinare dei punti di partenza per l’osservazione. Il rosso perché da un lato permette di riconoscere la Cina nel senso comune, dall’altro la identifica su un piano culturale e storicizzato. In rosso si manifesta l’infrastruttura della mostra, incarnando materialmente il ruolo dell’istituzione nel rendere possibile il grande processo di urbanizzazione
Dialogano armonicamente con il rosso gli elementi luminosi, che siano essi gli oggetti esibiti, quanto dei segni grafici nello spazio, che invitano a degli scarti laterali, degli accidenti, che si confrontano con il percorso lineare della mostra, invitando a fare un passo di lato, a osservare con più calma.
La mostra può essere fruita a diverse velocità: uno sguardo d’insieme restituisce la complessità del fenomeno, mentre un approfondimento più attento, anche solo a una delle sezioni, permette di assumere una posizione più articolata.
Infine, l’allestimento della mostra, essendo composto di elementi finiti, può essere in parte trasportato e riallestito, mentre in altra parte realizzato coerentemente altrove.